Zverev, Federer e la pallina del destino

Alexander Zverev è il nuovo “Maestro”. L’enfant prodige del tennis mondiale è ancora a digiuno di slam, ma ha concluso l’anno aggiudicandosi le Atp Finals, il trofeo più prestigioso della sua breve ma già luminosa carriera. Un’ardua impresa, con scalpi importanti sulla strada della gloria. Prestazioni solide contro campioni come Djokovic e Federer, condite da un pizzico di fortuna.

Nella semifinale contro la leggenda svizzera, sotto per  4-3 nel tiebreak del secondo ed ultimo set dell’incontro, il giovane Sascha ha interrotto uno scambio combattutissimo, distrattosi per una pallina sfuggita dalle mani del raccattapalle. Una scena ricorrente sui campi polverosi di terza e quarta categoria, un inconveniente anomalo in un match di questo livello che ha sorpreso lo stesso Federer, nonché il pubblico della O2 Arena.

https://www.gazzetta.it/Tennis/17-11-2018/tennis-atp-finals-zverev-finale-federer-sconfitto-due-set-310508178380.shtml?refresh_ce-cp

Il punto si rigioca, Zverev fa ace, poi porterà a casa il match. Cade una pioggia di fischi assordante. L’elvetico, beniamino indiscusso degli spettatori, discute con l’arbitro, ma a fine gara riconoscerà  la legittimità del gesto e il merito avversario. Tutto regolare insomma, ma dietro la presa burrosa del raccattapalle sembra proprio celarsi un intervento divino. Una piccola spinta per un cambio generazionale che stentava ad arrivare. La fortuna aiuta gli audaci si dice, magari anche i cambiamenti in un tennis in cui vincono sempre “vecchietti”, in uno sport che si decide nei minimi dettagli.

A pensare che lo stesso Zverev nella finale di Roma 2018 dovette tornare negli spogliatoi per la pioggia, avanti di un set ed un break contro il dio della terra rossa, Rafael Nadal. Alla ripresa, il match cambiò totalmente, il mancino di Manacor rimontò brillantemente aggiudicandosi la contesa senza più patemi. Il dio del tennis diede un segnale molto forte in quel caso: il passaggio di consegne sul rosso doveva ancora aspettare. Sul cemento londinese, invece, l’ineluttabile verdetto è stato ribaltato: il curioso episodio di Londra ha restituito a Zverev ciò che gli aveva tolto solo qualche mese prima. Difficile affermare quanto il caso possa essere decisivo, ma il talento tedesco ha vinto con pieno merito secondo molti esperti, così come Rafael Nadal aveva fatto in primavera.

 

Sicuramente Sascha non disdegnerà un aiutino già negli Australian Open di gennaio, torneo in cui, dopo mesi di riposo ed allenamenti, parte tra i favoriti. Ora non resta che godersi il successo dopo un incontro cinico ed attento contro il #1 del ranking Novak Djokovic, la perla che gli è valsa il trionfo. Sperando che la caccia al primo slam della carriera non diventi una maledizione.

 

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