La maledizione della farfalla granata e la pena dell’incolpevole omicida

Lo chiamavano la farfalla, Gigi Meroni. In campo era rapido ed elegante. Fuori, anticonformista e ribelle , amante della pittura e aspirante stilista. Siamo nel 1967. Nell’Italia alle soglie del cambiamento, era lui  il numero 7 del Torino e l’idolo indiscusso della tifoseria granata.

Non poteva non piacere ai giovani di quella generazione uno così. Ala destra, dribbling e fantasia, spontaneità e carisma, 24 anni, 6 presenze in Nazionale e tutto il Paese che già lo immaginava protagonista ai prossimi europei, in casa. Il Toro lo aveva prelevato qualche anno prima dal Genoa, non senza  l’immenso dispiacere per tutto l’ambiente rossoblu, già pazzo di quel ventenne comasco dopo sole 2 stagioni. Lo aveva voluto Nereo Rocco. Fu un trasferimento record, ripagato con grandi e giocate e domeniche di gloria. Una molto speciale  proprio quell’anno a San Siro, quando con un suo slalom, il beatnik del gol, aveva interrotto l’imbattibilità della grande Inter.

merous.jpg
Luigi Meroni

 

Tutti lo volevano, soprattutto la Juventus che, quell’estate, avrebbe fatto carte false  per strapparlo ai cugini. A bloccare il trasferimento ci pensarono i supporter granata, che a differenza di quelli genoani riuscirono a convincere il loro presidente, Orfeo Pianelli, a non cedere il loro campioncino. Se lo goderono altre 4 partite ufficiali, l’ultima contro la Sampdoria. Un match dominato , nonostante un’espulsione.

Non una delle sue migliori uscite. Ma nulla di così preoccupante, pur con il derby della Mole alle porte. Si poteva andare a letto soddisfatti quel 15 ottobre non  sapendo che l’indomani  ci si sarebbe svegliati con una notizia ben peggiore: la farfalla granata era stata investita proprio la sera dopo la partita, mentre attraversava la strada. Quell’auto, una Fiat 124 coupé, la guidava un tifoso 19enne, che in camera aveva il suo poster, e che dopo il tonfo letale, sceso dalla macchina, capì subito: l’uomo a terra era proprio Gigi Meroni, il suo idolo. Inutile la corsa in ospedale, non c’era più nulla da fare. Torino riviveva un nuovo dolore dopo la tragedia di Superga.

A una settimana dal funerale erano ancora tante le lacrime da asciugare, ma bisognava  andare avanti. Il derby con  la Juve  si doveva giocare , anche senza lui. L’attaccante francese Nestor Combin, amico e partner di Meroni, veniva da giorni di febbre. Non doveva esserci, ma non poteva mancare. Così convinse l’allenatore, Edmondo Fabbri e l’allora suo vice, Enzo Bearzot, senza troppe parole. Il risultato fu sportivamente eccezionale: segnò una tripletta. La gioia si mischiava ai sospiri, ad ogni esultanza si pensava a lui, che non c’era più. Il suo numero 7 ora ce l’aveva un 23enne, Alberto Carelli, appena tornato a Torino dopo una breve e poco fortunata parentesi al Catania. Siglò il quarto ed ultimo gol del match, involandosi sulla fascia, alzando le mani al cielo dopo aver depositato il pallone in rete. Nella sua discesa vincente c’era un po’ di Gigi Meroni, la farfalla granata. Che per un attimo era tornato in vita, per partecipare a quel trionfo, ancor oggi il miglior risultato contro i rivali bianconeri del post Superga.

combin meroni
Meroni con l’amico e compagno Combin

Chissà cosa avrà provato  quel tifoso 19enne. L’involontario carnefice si chiamava Attilio Romero, e trentatré anni dopo sarebbe diventato il presidente del Torino. Senza mai scrollarsi di dosso un dolore indelebile. Dopo tutti quegli anni, tifosi come lui gli addossavano ancora la colpa, non lo volevano ai vertici della loro squadra.

romero
Attilio Romero, ex presidente del Torino

Fra pochi giorni Romero incontrerà Maria  Meroni, la sorella di Gigi. In varie occasioni si sono incrociati senza mai parlarsi di persona. Qualche telefonata, l’ultima nella  trasmissione Rabona, su Rai 3. Un’ uscita pubblica per annunciare un incontro privato, senza telecamere. Una confessione per alleggerire una maledizione che non si può cancellare. Come quel maledetto 15 ottobre, maledetto proprio come il Toro. Forte e sfortunato, proprio come il suo numero 7, Gigi Meroni, la farfalla granata.

 

https://www.raiplay.it/video/2018/11/Rabona-il-colpo-a-sorpresa-03ee8af6-5d9e-4397-837b-d7b8c1d36621.html

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...