Petra Kvitova, la fiaba non finisce qui

Non si può essere contenti dopo aver perso una finale, soprattutto se l’avevi rimessa in piedi a un passo dal baratro. Ma Petra Kvitova deve comunque gioire dopo la sconfitta contro Naomi Osaka e dopo un grande Australian Open. Risultato ottenuto con una mano sinistra che non sarà mai più quella di prima, con una rinascita tutt’altro che scontata.

Il diritto della Kvitova, mancina, non è più lo stesso da quando fu aggredita a casa sua in Repubblica Ceca, a fine 2016. Un rapinatore stava per ucciderla per sole 5000 corone, l’equivalente di 185 euro. Petra parò una coltellata diretta alla gola, con la sua mano preferita, quella che aveva fatto la sua fortuna e che in un attimo le stava salvando la  vita.

Prima dell’aggressione  la Kvitova non stava vivendo un momento particolarmente felice. A 26 anni, non era più quella dei due Wimbledon vinti nel 2011, quando aveva scalzato in finale la favorita Maria Sharapova e del 2014. Aveva vinto il bronzo olimpico a Rio, una Fed Cup e il torneo di Wuhan in Cina, mancando però l’accesso alle Wta Finals.  Ma dopo lo spiacevole episodio aveva trovato la forza di ripartire.petra-kvitova.jpg

Una riabilitazione difficile, una risalita graduale come i suoi successi e un rientro nella top ten nel 2018. A inizio 2019 vince a Sidney, a Melbourne arriva in finale senza perdere un set grazie a un servizio di ferro. Ma contro l’Osaka, nell’ultimo capitolo della fiaba, sbaglia troppo, stordita dalla reattività e dai contrattacchi della giovane promessa nipponica. Petra sembra spacciata. Ma nel secondo parziale approfitta dell’indecisione dell’avversaria per annullare match point e allungare la partita. Alla fine però  crolla e dopo la gara non nasconde la dolpia e cocente delusione: se avesse vinto infatti si sarebbe presa anche il trono del ranking.

Sarebbe stato il lieto fine che tutti speravano. Ma Petra deve essere contenta di essere ancora lì a lottare sull’olimpo tennisco, a due anni dall’incubo. E magari la storia non è finita: Wimbledon, il suo Wimbledon, non è lontano. Petra non avrà più i colpi di un tempo ma la consapevolezza di una forza unica. Quella di tirarsi fuori dal baratro.  E come lei stessa ha scritto su Instgram, la sua vittoria più bella è stata tornare a giocare a tennis.

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...